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Spongicul

Cante, cante esclamazion
ài sentù én Primavera
cando el Sol el schiauda i còri
cando simboi e colori
messedadi a chel dolor
dele spine che spongeva
me rendeva ambassador
de amor e sentimenti
che la lenga nó pol dir.
Ma passada la stagion
finide le ambassade,
la feluchia consumada,
resti io plena de spine
bona sol de far somenza
fra stropaie e 'ndifferenza.
Eri rosa aulentissima
pò deventi spongicul.
Pungitopo

Quante, quante esclamazioni
ho sentito in Primavera
quando il sole riscalda i cuori
quando simboli e colori
mescolati al dolore
delle spine che pungevano
mi rendevano ambasciatore
di amore e sentimenti
che la lingua non può dire.
Ma passata la stagione
terminate le ambasciate,
la feluca consumata,
resto lì piena di spine
capace solo di far semenza
fra sterpaglie e indifferenza.
Ero rosa aulentissima
poi divengo pungitopo.
© 2019 a cura di Gino Ruffini

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