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La vachia nonesa

L'éva i ocli su la front
en nasot da signorina
el ciufet pantografà
la tramvia Trento Malé.
La cighiava a vegnir sù
per che sine basse e lustre
dele erte gio al Sabìn.
Per sonar la feva en mùger
come vachia de lat sgionfa
che la clama el mongidor.
Fum e polver, chiut d'infern
l'èra trei combinazión
del "Contratto di trasporto"
che nissuni i contestava.
L'èra en mondo rispetà
móntar sù, n'aveniment
casi 'n sogn, 'na fantasia
per contenti narnen via
ben felizi de tornar.
La vacca nonesa

Aveva gli occhi sulla fronte
un nasino da signorina
un ciuffetto pantografato
la tramvia Trento Malé.
Strideva a venir su
per i binari bassi e lucidi
delle erte giù al Sabino.
Per suonare faceva un muggito
come mucca di latte gonfia
che reclama il mungitore.
Fumo e polvere, caldo d'inferno
erano tre combinazioni
del "Contratto di trasporto"
che nessuno contestava.
Era un mondo rispettato
salir sopra, un avvenimento
quasi un sogno, una fantasia
per contenti andarcene via
ben felici di ritornare.
© 2019 a cura di Gino Ruffini

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