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El chiampanil

Pensar al chiampanil prima de dormir.
A l'erta pontara che porta su l'ara
al vèclo stalòt con dént el rughiant
ai fiori dei pomi che endora la val
a chela véclota che conta le storie
vederse  pu giouni, parlar 'l dialet.
'Ste ròbe passade, 'ste verde contrade
le è perse, cambiade, no resta pu 'ngot.
Lontan, a Milan, fra fumi e rumori
fra nèbie, poreti, tramvai e dotori
me senti spaesà, mi sol, émpauri
e cerchi calcoss che ghié ensomia
a chel paradis che ghiai en 'tel cor.
E pensi, e plangi, e i ocli i sé sèra.
Pensar al chiampanil prima de dormir.
Il campanile

Pensare al campanile prima di dormire.
All'erta salita che porta sull'aia
al vecchio stabbiolo con dentro il maiale
ai fiori delle mele che indorano la valle
a quella vecchina che raccontava le fiabe
vedersi più giovani e parlare il dialetto.
Queste cose passate, queste verdi contrade
sono perse, cambiate, non resta più niente.
Lontano a Milano, fra fumi e rumori
fra nebbie, poveretti, tramvai e dottori
mi sento spaesato, da solo, impaurito
e cerco qualcosa che assomigli
a quel paradiso che ho dentro il cuore.
E penso, e piango, e gli occhi si chiudono.
Pensare al campanile prima di dormire.
© 2018 a cura di Gino Ruffini

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