Comari - pagina senza iframe

 

 

 

 

Traduzione italiana

Comari

Che piacere signora incontrarla

E' tanto tempo che non la vedo

Come sta lei, lei sta bene?

A me, i malanni tormentano

I miei piedi son sempre gonfi

E anche il fiato non vien su.

I capelli, ne avevo tanti,

Mi rimangono nel pettine

Non vale ungeli con l'olio

Né lavarli con l'aceto.

Tutte storia, la mi creda...

Oh è niente, sapesse signora

Quel che capita anche a me.

Le ginocchia sembran palloni

Non mi posso più piegare

Né nei banchi della chiesa

Né a strofinare il pavimento.

Le mie mani sono tutte reumi

Ho provato con unti e ortiche

Le dirò: non fanno nulla

Quando poi mi vengon le vampe

Divengo rossa come un basilisco

E non voglio vedere alcuno.

Per fortuna i ragazzi son grandi

Bravi, grandi lavoratori.

Hanno trovato spose di fuori

Tutte casa, chiesa e figli.

Non sono capace di fare senza

Io andrei nel fuoco per loro

La mi creda, signora cara

Purché stian fuori dei piedi.

                                                                                                                                                                  

Questo Sito Poeti e Poesie Bibliografia Linguistica Links Contatti

 

 

Comari

Che piazer siora encontrarla

L’è en gran temp che no la vedi

Come stala, stala ben?

Mi, i malani i me tormenta

I me pei i è semper sgionfi

E anchia el flà nó el me ven su.

I  chiavèi, en ghievi tanti,

I me resta dent el pèten

Nó val ongerli con l’oio

Né lavarli con l’asé.

Tute storie, la me credia...

Oh, l’è 'ngot, la saves siora

Chél che chiapita anchia a mi.

I genocli empar baloni

No me podi pu pleghiar

Né en ‘tei banchi de la glesia

Né a freghiar el paviment.

Le me man l’è tute reumi

Ai provà con onti e ortighie

Ghiè dirai: nó i me fa 'ngot.

Cando po' me ven le vampe

Vègni rossa come 'n bèghier

E nó voi veder enciun.

Per fortuna i puti i è grandi

Bravi, gran laorentoni.

I à trovà spose de föra

Tute chiasa, glesia e fioi.

Nó son bona de far senza

Mi naria en ‘tel foch per lori

La me credia, siora cara,

Pur che i staghia för dei pèi.